Tamura Nobuyoshi: Aikido – Etichetta e disciplina

Nobuyoshi Tamura
Aikido – Etichetta e disciplina
Manuale all’uso dei professori

Edizioni Mediterranee
pp. 144
EAN 9788827209936

 

 

Il maestro Tamura, 8. dan, è una delle figure più rappresentative nel panorama dell’aikido mondiale. Dopo aver trascorso a partire dal 1953 circa un lungo periodo come uchideshi ossia allievo interno presso l’Hombu Dojo di Tokyo, ove apprese l’arte direttamente dal fondatore Morihei Ueshiba, venne inviato come shidosha in Francia ove si è spento nel 2010. Periodicamente tenne seminari anche in Italia, presso l’associazione Aiko di cui era direttore didattico.

Ha dato alle stampe alcuni anni fa un libro, tradotto e pubblicato in Italia poco tempo dopo dalle Edizioni Mediterranee, anche se con un titolo non del tutto aderente all’originale che era Etiquette et transmission. Vi troviamo con grande piacere affrontato ed illustrato il problema del giusto comportamento da tenere nel dojo e da trasmettere ai propri allievi. Qualcuno magari si sarebbe atteso da un personaggio tanto autorevole qualcosa di più di un libro che tratti del “pre-aikido”.

Lasciamo quindi la parola a qualcuno che se ne intende, che scrive nella prefazione:

Ecco che uno dei più prestigiosi insegnanti d’aikido del mondo, Tamura Nobuyoshi, pubblica un opera consacrata al cuore ed all’etichetta, destinata a tutti i praticanti che ricevono il suo insegnamento. Questo libro si accosta all’argomento rispondendo a coloro che si interrogano sulla profonda natura umana, e che in particolare si interessano all’aikido.

Io sono convinto che l’opera pubblicata dal maestro Tamura, un libro venuto dal cuore, pieno di forza perché pregno d’aikido, non s’indirizzi solamente ai praticanti d’aikido, ma anche agli uomini di cuore, per cui la lettura sarà ancor più edificante. Il mio grande desiderio è che ciascuno lo legga.

Auguro, dal profondo del cuore, il migliore avvenire a questa opera.

Aikido Hombu Dojo – Febbraio 1989

Aikidoshu Ueshiba Kisshomaru

 

Il libro propone anche una non-introduzione del compianto maestro Kisaburo Osawa, una grande figura storica del mondo dell’aikido, che alla sua maniera ci fornisce alcune paradossali ed essenziali lezioni di vita, pur concedendosi allo stesso tempo la civetteria di contestare nel testo l’utilità di ogni lezione, e di ogni libro in particolare.

Idealmente si potrebbe dividere l’opera in due parti fondamentali: nella prima si parla dell’elemento umano, in tre capitoli intitolati

  • L’Insegnante,
  • La finalità dell’insegnamento,
  • Il metodo d’insegnamento.

Nella seconda parte si esaminano gli strumenti materiali e mentali a disposizione dell’Insegnante

  • I luoghi e metodi di pratica,
  • I Materiali.

e le situazioni con cui l’Insegnante si dovrà confrontare

  • Le Relazioni con le altre Arti Marziali,
  • La Pulizia,
  • I Principianti,
  • I Gradi,
  • Gli Esami,
  • Le Dimostrazioni.

Per chi non lo avesse notato va ricordato infatti che il libro, anche se utile diremmo anzi indispensabile ad ogni praticante, reca come sottotitolo Manuale ad uso degli Insegnanti e sulle loro necessità soprattutto è calibrato.

Chiudono il libro un capitolo di riflessioni sull’Insegnamento di o sensei, un aneddoto sul ritratto idealizzato di o sensei realizzato dal pittore Yoyo, ed una postfazione dell’autore:

Benché l’aikido si sia notevolmente sviluppato, sembra che nessun progresso si sia realizzato in cose tanto semplici come portare il keikogi, piegare la hakama, ricevere un diploma.

L’aikido è, si dice, la via della pratica del corpo e dello spirito. Ma perché‚ e come? E con quale metodo si può trasmettere questa idea a coloro che ci seguono? E’ evidente che queste cose non vengono correttamente percepite. La mia impressione è che lasciando le cose come stanno la conoscenza delle nozioni elementari diminuerà in funzione dell’aumento del numero dei praticanti. Io mi ripeto forse, ma la constatazione di queste manchevolezze m’ha spinto a scrivere quello che avete appena letto.

Io non ho più come una volta l’occasione di occuparmi di ciascuno e di dividere il sudore e la fatica della pratica, e non posso chiedervi di accontentarvi di questa compensazione…

Come ha detto il maestro Osawa nell’introduzione che m’ha fatto l’onore di lasciar trascrivere, pubblicare un libro è fondamentalmente un errore. La cosa scritta non è la cosa in sé, che è già passata. Freddo e rigido come il ghiaccio, il libro non vive.

Occorre dunque prendere in sé la cosa scritta e riscaldarla al calore del proprio cuore. Il ghiaccio si scioglie in acqua, l’acqua si trasforma in vapore e torna di nuovo a poter essere utilizzata liberamente; è per ciò che ho scritto questo libro. A voi non resta che dimenticarlo completamente, cancellarlo dal vostro spirito.

N. Tamura

Non resterebbe che augurare ai lettori di poter applicare al più presto questo suggerimento del maestro Tamura, del resto già noto da tempo anche in occidente e tramandato dalla saggezza popolare nel noto detto Impara l’Arte e mettila da parte. S’intende ovviamente per trasferirla dalla parte conscia ed intellettuale della mente alla parte più profonda del cuore.

Cii auguriamo però di non dimenticare l’operato del maestro Tamura, e assicuriamo i potenziali lettori che saranno particolarmente lieti dopo aver fatto questa “lezione” con lui.

Alcune note sul testo originale, pubblicato in Francia da Les Editions du Soleil Levant: veste elegante quanto delicata e non rendibile in fotografia (una preziosa calligrafia di O Sensei in nero lucido su fondo nero opaco, con titoli in rosso), ben illustrato con raro materiale tra cui diverse foto di o sensei, dalla composizione tipografica eccellente.

Prezzo elevato se semplicemente confrontato col numero di pagine, ma ampiamente giustificato dalla cura editoriale e dalla tiratura relativamente scarsa; non è difficile reperirlo anche in Italia attraverso internet.

Il francese abbastanza semplice in cui è scritto consente a chiunque, con l’eventuale ausilio di un vocabolario, una consultazione relativamente agevole.

L’edizione italiana è decisamente più economica, ed ha il merito di un prezzo più accessibile. Per contro è meno piacevole da sfogliare o semplicemente da ammirare nello scaffale, e più soggetta ad usura.

Suggeriamo a chi non trova difficoltà a leggere il francese l’edizione originale, per poter cogliere meglio, senza il filtro della traduzione, le sfumature del pensiero del maestro Tamura.

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