Ripartire. Ma non alla cieca

Ripartire. Ma non alla cieca

La fin troppo attesa e desiderata ripartenza dell’aikido dopo la lunga interruzione dovuta all’epidemia che sta ancora devastando gran parte del mondo sembra ormai alle porte. Ma va affrontata con grande prudenza e senso di responsabilità, sia da parte degli insegnanti che dei praticanti.

Sarà necessario spesso ricorrere all’opera di qualificati professionisti che verifichino l’esistenza o meno di condizioni di sicurezza, provvedano ove manchino, le certifichino. E  mantenersi costantemente aggiornati, ricorrendo a più fonti.

Le competenze richieste sono molteplici, le norme affrontano svariate problematiche: gli stessi professionisti le affrontano e le propongono da diverse angolazioni. E’ per questo che intendiamo offrire un vasto panorama delle direttive, delle opinioni, dei consigli,  accettando il rischio di ripetizioni ma con l’intento che sia di ampiezza tale da poter offrire validi strumenti per affrontare il futuro. Che ancora per molto tempo sarà incerto e richiederà il massimo dell’attenzione, da parte di tutti

 

di Domenico Di Fonzo

Desidero condividere con tutti i miei amici sportivi, gestori e praticanti – anche di arti marziali – delle utili informazioni di indirizzo, da evidenziare all’interno delle palestre e dei dojo a cura dei gestori, al fine di informare gli atleti e i praticanti dei requisiti minimi comportamentali, utili a una corretta ripresa in sicurezza di sport e attività individuali.

Ho fatto riferimento in particolare alle indicazioni e linee guida divulgate dall’INAIL, dall’Istituto Superiore di Sanità, ISS, e alle Linee Guida per l’Esercizio Fisico e lo Sport pubblicate a cura dell’Ufficio dello Sport della Presidenza del Consiglio.

Appare a tal fine utile voler ricordare ai gestori, di provvedere a integrare (art. 271 del D.L. 9/04/2008, n. 81 e s.m.i.) il proprio DVR – Documento di Valutazione dei Rischi (art. 17 ), obbligo non derogabile del D.L., revisionandolo alla luce del Rischio Biologico da SARS-CoV-2 seppur non configurandosi tale rischio, come “endogeno” alle attività sportive e lavorative di una Palestra.

La revisione del DVR, va effettuata nell’ottica di comunque contribuire a tutelare quanto più possibile la salute dei lavoratori e degli atleti. Il documento di revisione così come il DVR oltre che dal Gestore, va firmato e condiviso anche dal Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione – RSPP – dal Medico Competente e dal Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza – RLS.

Una riflessione: avendo a che fare con un virus che non conosciamo bene, con un virus respiratorio, il rischio contaminazione da Coronavirus esiste ancora e non lo elimina per magia purtroppo una Legge o un Decreto e a maggior ragione una Linea Guida, gerarchicamente in subordine.

Una personalissima mia opinione, troppo rigida probabilmente ma dovuta all’attività istituzionale svolta, mi porta a pensare che forse sarebbe stato più cautelativo riaprire a settembre le palestre, ma la vita deve continuare e gli interessi di natura economica in particolare, ma senza andare oltre le legittime esigenze di tutela e protezione degli atleti. Attenzione quindi cari amici sportivi, a voi un mondo di auguri per la graduale ripresa, sempre nel rispetto delle norme sulla Sicurezza e Prevenzione nei luoghi di Lavoro e di Sport.

L’art. 20 del D.L. 14/09/2015, n. 151 recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini ed imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” ha modificato l’art. 3 comma 12-bis del D.L. 81/08.

Nel particolare è riportato che “per le Associazioni sportive dilettantistiche di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398 e all’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289“, si applicano le disposizioni di cui all’art. 21 del D.L. 81/08. Tali Associazioni quindi devono:

  • a) utilizzare attrezzature in conformità alle disposizioni di cui al Titolo III;
  • b) munirsi dei Dispositivi di Protezione Individuale – DPI – e utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al Titolo III.

NOTA: i DPI devono essere realizzati in base alle norme tecniche armonizzate UNI EN 149:2009 o normative sociali equivalenti, i Dispositivi Medici (DM) in accordo alla UNI EN 14683:2019. Per quanto sopra non possono essere commercializzati se sprovvisti di marcatura CE, e che non siano stati validati in deroga dall’ISS o dall’INAIL rispettivamente.

Esistono però mascherine filtranti prive di marchio CE, prodotte in deroga alle vigenti disposizioni, non soggette a valutazione di cui all’art. 15 da parte di INAIL o ISS. Tali prodotti non si configurano né come DPI né come DM quindi non sono utilizzabili né dai lavoratori né dagli operatori sanitari. E’ previsto che il produttore garantisca che le mascherine non arrechino danni o rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione d’uso prevista dal produttore stesso (circolare Ministero Salute 18.3.2020 n. 3572).

Entriamo un po’ nel dettaglio dei “Criteri della Valutazione del Rischio con particolare riferimento agli ambienti sportivi” richiamati al punto 6 delle Linee Guida elaborate dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tenuto altresì conto del Documento Tecnico sulle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 elaborato da INAIL, aprile 2020.

I criteri utilizzati ai fini della valutazione del rischio biologico (art. 271 del D.L. 81/08 e s.m.i. – successive modifiche e integrazioni) nell’ambiente sportivo dovuto alla presenza del Coronavirus sono determinati da:

  • individuazione dei fattori di pericolo associati alla pericolosità del virus;
  • individuazione dei meccanismi di trasmissione del virus sia per via aerea che per contatto;
  • individuazione delle fonti di potenziale contagio dei siti sportivi tenendo a riferimento l’organizzazione dei luoghi, attività lavorative, di pratica o di assistenza;
  • individuazione qualitativa della probabilità di trasmissione a seguito contatti tra gli operatori sportivi.

I risultati del metodo Probabilità/Rischio vengono presentati su una matrice con Probabilità o Esposizione in ordinate, e Conseguenza o Prossimità in ascisse.
I valori attribuibili all’Esposizione (E) variano da:

  • 0 = probabilità bassa
  • 1 = probabilità medio-bassa
  • 2 = probabilità media
  • 3 = probabilità medio-alta
  • 4 = probabilità alta

I valori da assegnare alla Prossimità (P) sono:

  • 0 = allenamento effettuato da solo per tutto il tempo
  • 1 = allenamento con altri atleti non in prossimità
  • 2 = allenamento con altri spazi condivisi con adeguato distanziamento
  • 3 = allenamento con compiti condivisi in prossimità di altri atleti
  • 4 = allenamento in stretta prossimità con altri atleti (contatto)

Successivamente il punteggio ottenuto dal prodotto E x P risultante viene corretto con un fattore che tiene conto della terza Scala di Aggregazione i cui valori possono essere così sintetizzati:

  • 1 presenza di atleti limitata o nulla
  • 1,15 (+15%) presenza intrinseca di atleti controllabile organizzativamente
  • 1,30 (+30%) aggregazione di atleti controllabile con procedure
  • 1,50 (+50%) aggregazione intrinseca controllabile con procedure molto limitate (spettacoli, manifestazioni sportive).

Il livello del rischio ottenuto si può mitigare adottando adeguate strategie di prevenzione:

  • misure organizzative (spazi, orari di lavoro)
  • misure di prevenzione e protezione (informazione e formazione, misure igieniche e sanificazione degli ambienti, utilizzo di mascherine per le vie respiratorie, sorveglianza sanitaria, predisposizione di piani di evacuazione che evitino aggregazione)
  • misure specifiche per la prevenzione di focolai epidemici (rafforzo di tutte le misure di igiene, controllo della temperatura corporea, gestione dell’atleta sintomatico).

Se si interviene sulla Probabilità facendola diminuire: interventi di prevenzione
Se si interviene sulla Magnitudo facendola diminuire: interventi di protezione

A seguito di una attenta Valutazione dei Rischi si attiva tutta una serie di strumenti di prevenzione e protezione finalizzati alla gestione del rischio stesso per gli sport individuali:

  • Modalità delle prestazioni di lavoro, sportive all’interno dei siti sportivi
  • Distanziamento nelle varie fasi dell’attività sportiva
  • Gestione entrata/uscita degli Operatori Sportivi e di altri soggetti
  • Revisione Layout e percorsi
  • Gestione dei casi sintomatici
  • Pratiche di igiene
  • Prioritarizzazione del rientro degli Operatori sportivi nei siti sportivi e di accesso di persone terze
  • Sistema dei trasporti
  • Utilizzo DPI (mascherine chirurgiche, guanti monouso)
  • Pulizia e sanificazione luoghi e attrezzature sportive.

 

Domenico Di Fonzo
Dojo Operatori di Polizia
Ingegnere Unità Operativa Territoriale INAIL di Palermo

 

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