Il frutto della passione

Il frutto della passione

Imprevista e imprevedibile, per quanto alcuni pochi inascoltati l’avessero prevista e temuta, la pandemia ha avuto e sta avendo effetti sconvolgenti sul nostro sistema di vita. Non fa naturalmente eccezione la pratica dell’aikido, e al momento non si hanno se non isolate e caute riaperture a livello regionale.

La nostra associazione sta attentamente seguendo quanto succede, e ha recentemente inviato a tutti i dojo aderenti un dettagliato questionario, cui ha risposto una percentuale molto elevata e i cui risultati verranno resi noti tra non molto.

E’ ìndubbio che la situazione sia molto seria e che tale rimarrà per diverso tempo ancora, anche quando verrà di nuovo permessa sull’intero territorio nazionale, senza eccezioni, la pratica delle discipline di contatto. I limiti costruttivi di molte strutture renderanno infatti difficoltosa la ripresa delle attività e spesso sarà limitato il numero dei praticanti ammissibili ai corsi.

E’ inoltre prevedibile una significativa riduzione delle strutture disponibili: si è preventivato da parte di alcuni che fino al 30% delle strutture sportive private non sia in grado di riprendere le attività, e la disponibilità di quelle pubbliche potrebbe drasticamente diminuire ove fossero destinate ad altro uso come si è ventilato per le palestre scolastiche, da adibire ad aule per garantire il necessario distanziamento degli alunni.

Mentre queste ulteriori difficoltà si profilano all’orizzonte tentiamo un bilancio della situazione al momento in cui ci troviamo: l’attività didattica dell’anno 2019-2020 è ormai definitivamente compromessa. Se anche come promesso da più parti venisse a breve consentita ovunque la ripresa della pratica “normale” dell’aikido arriverebbe in un momento in cui gran parte delle strutture non sono disponibili per la chiusura estiva e in cui d’abitudine molti praticanti si concedono ugualmente una pausa.

L’organizzazione di seminari estivi sembra tuttavia possibile, per quanto anche qui non manchino le difficoltà logistiche per il reperimento o l’adattamento delle necessarie strutture e per le difficoltà di spostamento e di alloggiamento, che comportano il rischio di un numero di partecipanti non sufficiente a coprire le spese dell’evento.

Abbiamo fin qui descritto una situazione pesantemente negativa, senza alcun tentativo di addolcire o indorare l’amara pillola.

E’ il momento di ricordare che i praticanti di una disciplina marziale hanno dentro di sé ogni necessaria risorsa per superare tempi difficili e che un loro fallimento – che ci asteniamo dal ritenere possibile – costituirebbe una inconfutabile dimostrazione della inutilità del loro cammino di ricerca.

D’altra parte le ricorrenti espressioni di delusione e talvolta sconforto manifestate da molti di noi testimoniano che la passione per l’aikido è tuttora intatta e anzi ancora più sentita; forse proprio la forzata interruzione l’ha resa più forte, ha rafforzato il desiderio di ritornare alla pratica.

I praticanti di aikido a ogni livello, assieme ai loro insegnanti, saranno sicuramente all’altezza di questa sfida. Ne saranno anzi una punta di lancia: un esempio da additare e da seguire, rimanendo distanti da ogni tentazione di rinuncia e dedicando le proprie energie non alla vana ricerca di colpe, errori, mancanze ma al raggiungimento di soluzioni, anche creandole dal nulla ove non sembrasse che ne possano apparire all’orizzonte. ProgettoAiki sarà loro accanto, in ogni momento.

Ne decideremo assieme i tempi e i modi.

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