Ligustro onora la donna

Ligustro onora la donna

Geisha alla finestra

L’antico pagus Unelia fu probabilmente una delle sei colonie romane stanziate intorno al III secolo a.C. per tenere sotto controllo l’inquieta popolazione dei Liguri Ingauni. Venne riunita nel 1923 al vicino insediamento di Porto Maurizio per costituire la città che è oggi nota con il nome di Imperia. Ligustro ha tratto ispirazione, come i sommi artisti dell’ukiyo-e che la sua arte fa rivivere, sia dalla fantasia che dalla vita reale. Dagli esseri umani, dal loro ambiente, dalla natura.

In questa visione onirica una geisha immaginaria si affaccia sul panorama a lui più consueto, più familiare, più reale, la finestra della sua casa, che si affaccia sulla visione del porto di Oneglia.

Anche questa opera, risalente al 1999, è stata realizzata in 180 colori, e le oltre 180 matrici in legno utlizzate sono in legno di sakura (ciliegio) mentre la carta, giapponese, è del tipo torinoko-kozu e la misura è dai oban tate-e (cm 68×42,5). I versi in basso recitano:

Con gli azzurri, i viola,

I rossi, i gialli,

La dolce luce, la gioia

Quelli in alto, nel cartiglio a forma di kakemono:

Non mi esaltano le lodi

Non mi rattristano le critiche malevoli

I due sigilli in cinabro cinese riportano a destra Ligustro e a sinistra Cho-raku Incide la gioia Ligustro.

La stampa, il cui intendimento si potrebbe esprimere con “E’ il Giappone che guarda Oneglia o Oneglia che guarda il Giappone?” è un omaggio all’artista Ito Shinsui (1898-1972), che rivitalizzò nel XX secolo l’arte della stampa in declino in seguito all’avvento della fotografia, e che fu anchesso ammiratore e aedo della bellezza femminile.

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