Ligustro onora la donna

Ligustro onora la donna

Variante n. 1

Leggerete altrove l’affascinante e incredibile storia di Ligustro, al secolo Giovanni Berio.

L’artista che ha fatto rivivere, e rifiorire, e in Italia, l’epopea della stampa giapponese. Sicuramente vorrete saperne ancora di più, vi rimandiamo allora alla pagina ufficiale dedicata al Maestro.

Qui ci limiteremo, a chiusura di questa serie di articoli dedicati alla donna, in aikido e nel contesto della vita sociale umana e dell’universo, a proporre alcune delle opere dedicate da Ligustro alla bellezza e all’armonia femminile.

Lo spazio ci impedisce di pubblicare integralmente le schede dettagliate relative a ogni singola opera, ci dovremo limitare ad alcune citazioni, accettando il rischio e la responsabilità implicite in ogni decisione che richieda di operare delle scelte e delle esclusioni.

«Approfondendo l’ampia cultura giapponese, sono stato colpito da come la donna del tempo (periodo Kamakura, 1200 circa) fosse indirizzata. verso un’elevata istruzione. La loro educazione consisteva nello studiare musica, poesia, fiori, danza, essere una nobile conversatrice, nonché conoscere tutte le regole sociali ma rimanere nell’ombra quanto necessario. Venivano istruite nelle diverse arti marziali, e ciò che le distingueva era il senso estetico. Ciò è ben descritto in molti testi; posso, citarne uno abbastanza recente che si intitola: La struttura dell’iki di Kuki Shūzō (Adelphi). Per realizzare la mia incisione Nishiki-e Bijin (Donna bella), mi sono ispirato alle opere (incisioni) realizzate dagli artisti della scuola Kaigetsudō, affascinato dalla raffinatezza dei colori, dalla forma del Kimono, nonché dal regale comportamento IKI della dama.»

Variante n. 5

Stampa Bijinga

Le rigorose leggi suntuarie di epoca Edo limitarono il numero di colori, e di conseguenza di matrici e di passaggi di stampa a non più di 15/20. Libero da questi impedimenti Ligustro utilizza centinaia di colori, rinunciando a grandi tirature delle sue opere.

Di questa in particolare, a 180 colori eppure incredibilmente sobria, sono state tirate solamente sei copie, impiegando colori e carte diverse. Il sigillo in cinabro in alto a sinistra va letto Ri-gu (Ligustro), quello in basso Kaigetsudō-Andō. La scrittura è Omaggio a Kaiketsudō Bijin.

«Capire l’iki è come percepire la fragranza di un’intera civiltà. E forse ci aiuta anche a capire l’essere per un’altra via.»

Kuki Shūzō (1888-1941).

Questa stampa è stata il simbolo di diverse iniziative tese a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza alle donne.

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