Ueshiba Kisshomaru e Moriteru: The best aikido

Kisshomaru e Moriteru Ueshiba: The best aikido
Kodansha, 2002
ISBN 4-7700-2762-1

 

Pubblicato originariamente in Giappone nel 1997 con il titolo di Kihan Aikido: kihon-hen questo libro è stato tradotto ini inglese nel 2002, divenendo così l’ultima opera di Kisshomaru Ueshiba, secondo doshu, a essere diffusa e allo stesso tempo la prima di Moriteru Ueshiba, terzo doshu. Seguiranno poi The aikido master course nel 2003 e in seguito Progressive aikido.

La traduzione inglese del titolo, Il migliore aikido, pur affidata ad un noto esperto come John Stevens, ne tradisce la lettera e probabilmente anche lo spirito.

Dice infatti Kisshomaru Ueshiba nella prefazione:

Per quanto sia un concetto difficile da afferrare per gli studenti agli inizi, le tecniche di aikido sono nate dall’armonizzazione tra il corpo umano e l’energia universale (ki) di cielo e terra. O più semplicemente, tutte le varie tecniche di aikido sono derivate dal principio del movimento naturale.

Per diffondere ancora di più la pratica dell’aikido, dopo attenta considerazione ho selezionato, da un vasto numero di quelle possibili, le tecniche più essenziali per l’arte. Queste tecniche possono essere praticate da chiunque, giovane o anziano, e renderanno pi⌂ facile l’allenamento e il raggiungimento dell’efficienza nell’arte.

Questo libro non è un mero manuale tecnico. I manuali descrivono la forma esterna dell’aikido. In questo libro l’aikido viene presentato come un cammino spirituale allo stesso tempo che un’arte marziale. Contiene l’essenziale per comprendere l’arte, l’essenziale per l’allenamento, e le forme essenziali dell’aikido.

Si potrebbe pensare che sia una differenza di lana caprina, in quanto l’essenza dell’arte è di solito anche la sua parte migliore. Ma il cammino dell’aikido, molto lungo ed impegnativo, deve portare l’essere umano ad un graduale arricchimento fisico, spirituale e culturale che male si concilia con una scelta obbligata tra “il meglio” ed un ipotetico “peggio” dell’arte.

Non è forse infondato il sospetto che la traduzione sia stata in qualche modo suggerita se non imposta da mere considerazioni commerciali, del tutto assenti nelle intenzioni degli autori.

L’opera si apre con una breve ma esauriente descrizione di cosa sia l’aikido ed una successiva sezione di FAQ (Frequently Asked Questions) in cui si fornisce appunto una risposta alle domande più comuni che si affolllano alla mente di chi inizia a praticare.

Inizia poi la parte tecnica vera e propria, indirizzata al praticante che abbia bisogno di conoscere i fondamentali della pratica, quindi esposta soprattutto col linguaggio semplice, universale ed autoesplicativo delle illustrazioni, ma che costituisce un utile – probabilmente indispensabile – punto di riferimento anche per l’insegnante.

E’ bene riportare lo schema dell’opera per permettere di comprenderne e apprezzarne l’impostazione.

Preparation for training

Inziando dai concetti di kamae (guardia, ma anche postura), ma-ai (distanza), me-tsuke (focalizzazione) e senza dimenticare un accenno all’etichetta del dojo, il testo illustra poi nell’ordine gli ashi-sabaki (movimenti dei piedi) e i tai-sabaki (movimenti del corpo) per poi passare ai vari tipi di ukemi (cadute) e infine all’aikitaiso, gli esercizi di riscaldamento

Fundamental techniques

Tre differenti sezioni illustrano il nage-waza (tecniche di proiezione) il katame-waza (tecniche di controllo) ed il kokyu-ho (allenamento dell’energia della respirazione). Le tecniche esposte sono iriminage, shihonage, ikkyo, kokyunage e tenchinage.

Basic technique

Le sezioni sono ancora tre, ma non appare il kokyu-ho (beninteso che questo non vuol dire assolutamente che faccia parte di una “fase” dello studio dell’aikido che debba prima o poi essere abbandonata), appare invece una sezione dedicata alle tecniche miste di poiezione e controllo, dedicata interamente al kotegaeshi. Le tecniche di proiezione vengono ora proposte contro molteplici forme di attacco, e si aggiunge kaitennage. Tra quelle di oontrollo vengono aggiunte a ikkyo le altre 4 tecniche del gokyo: nikyo, sankyo, yonkyo, gokyo.

Una base ben solida su cui cominciare a costruire il proprio percorso nel mondo dell’aikido.

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