Bijinga. Chi era costei?

Bijinga. Chi era costei?

Keisai Eisen

Keisai Eisen (1790-1848) conobbe grande fama nel campo del bijinga.

Seppe magistralmente associare le richieste del pubblico e le sue aspirazioni artistiche.

Con geniale innovazione egli scelse di raffigurare delle bellezze ideali, all’interno del loro ambiente abituale, intente alle loro incombenze quotidiane e circondate dai loro oggetti  d’uso consueto. Ma collocando sullo sfondo dell’ambiente una finestra aperta sul paesaggio.

Non grande, non evidente, non esibita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Katsushika Hokusai

Arriviamo al vecchio pazzo per l’arte – Gakyō Rōjin Manj, così si firmava.

Hokusai (1760-1849) ammirò e rappresentò la bellezza non solo dell’aspetto ma anche del portamento, della sensibilità e del senso dell’armonia femminile.

In questa stampa (particolare) onora la bellezza di una danzatrice.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Utagawa Kunisada:

Fiori eleganti, luna e neve. Una donna con lanterna volge il suo sguardo all’indietro. Sullo sfondo alcuni ciliegi. Parte sinistra del trittico, che raffigura una scena notturna

Le prime opere di Kunisada (1786-1865) rivelano l’influenza della scuola Utagawa, che presto riuscì ad abbandonare sviluppando un suo nuovo – e innovativo – stile personale.

Si dedicò prevalentemente, o perlomeno vi eccelse, alla rappresentazione della bellezza femminile, lasciando la supremazia nel genere musha-e (stampe di guerrieri) a Kuniyoshi e nel paesaggio a Hiroshige, entrambi colleghi nella scuola ma artisticamente suoi rivali.

Superò pragmaticamente le immaginabili difficoltà dovute all’opera di moralizzazione della società imposta a partire dal 1841 da Mizuno Tadakuni, che oltre a limitare ad otto il numero di matrici utilizzabili nella stampa proibì la raffigurazione di soggetti immorali o licenziosi.

Forse non è estranea all’accettazione di questa limitazione la vicenda personale di Kunisada, che assunse i voti all’età di 60 anni, divenendo monaco laico.

 

 

 

Utagawa Kunisada

Otto vedute del fiume Sumida.

Le ” otto vedute” sono un genere compositivo di ispirazione cinese.

In questa serie di Kunisada la parte superiore raffigura un grande ventaglio, visibile nella sua intierezza solo accostando gli otto fogli, mentre nella parte inferiore vi sono vari soggetti di ispirazione che noi potremmo definire “romantica”.

Nel foglio rappresentato una giovane donna passeggia lungo il fiume Sumida a Tokyo, in una giornata contrassegnata da un forte vento.

 

 

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