Benedict: Il crisantemo e la spada

Benedict: Il crisantemo e la spada

Chi scrive appartiene alla generazione del dopoguerra, ha quindi la ventura di ricordare perfettamente un episodio che colpì fortemente la sua immaginazione e influenzò la sua visione del mondo, all’epoca appena in gestazione.

Nel bombardamento ad opera delle forze alleate del 30 dicembre 1943, su diversi obiettivi situati nell’Italia centro settentrionale, periva l’operaio Carlo Soriani, un pendolare che era solito rincasare ogni giorno alla stessa ora al paese di Borgo San Lorenzo, prendendo la corriera.

Ad attenderlo vi era ogni giorno il suo cane, Fido di nome e di fatto: un trovatello che aveva adottato due anni prima. Quella sera l’attesa di Fido fu vana.

Ma Fido continuò ogni giorno ad attendere il suo padrone alla fermata della corriera. Per 14 anni.

Nel 1958 tutti i giornali d’Italia annunciarono la notizia: l’attesa di Fido era terminata, aveva finalmente avuto l’occasione di incontrare il suo padrone, in un altro mondo.

Fido venne rinvenuto privo di vita nel giugno 1958 (questo articolo, per quanto pubblicato successicamente, è stato redatto nei giorni dell’anniversario).

La popolazione sgomenta si raccolse attorno alle sue spoglie. Il sindaco aveva emesso una ordinanza che lo esentava dal pagamento della tassa sui cani e dal porto della museruola, e pochi mesi prima della morte, ormai quasi cieco, lo aveva decorato di una medaglia d’oro durante una cerimonia in comune.

Nel paese di Borgo San Lorenzo, davanti al municipio, sorge la statua di Fido, opera dello scultore Salvatore Cipolla.

Ogni anno la sua storia viene ricordata dal sindaco agli alunni delle scuole elementari, durante una celebrazione ufficiale.

Possiamo ancora accettare l’idea che la risonanza data alla “favoletta” del cane fedele sia tipica ed esclusiva della mentalità giapponese?

Non vogliamo ovviamente imputare alla Benedict la colpa di ignorare un fatto italiano che non ebbe probabilmente risonanza internazionale, e che comunque venne a conoscenza della opinione pubblica solo diversi anni dopo la pubblicazione del suo testo.

Confermiamo però la nostra opinione: Il crisantemo e la spada è un testo su cui occorre necessariamente passare, ove però non ci si può fermare.

 

Paolo Bottoni
Dojo Fujimae di Pisa
www.aikidopisa.it

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